




Programma provvisorio Tre Giorni di Settembre - 7 – 8 – 9 Settembre 2007
Soggiorno:
Grand Hotel Golf Tirrenia 4****
Pernottamento + colazione: €80,00
Possibilità di accesso alla spiaggia privata.
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Venerdi 7 |
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Sabato 8 |
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Domenica 9 |
Ore 15:00
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Ore 09:15
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Ore 11:30
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Sistemazione in Hotel |
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Eugenetica - Eutanasia, le manipolazioni della scienza contro la vita (2) |
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L’introduzione delle primarie e della convention negli Stati Uniti (5) |
Ore 17:00
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Ore 11:00
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Ore 13:00
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Lectio Magistralis – I valori, l'etica e la scienza (1) |
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Effetti delle droghe sulla persona (3) |
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Pranzo |
Ore 19:00
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Ore 13:00
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Pomeriggio libero |
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Trasferimento in centro a Pisa - Cena al Ristorante Galileo |
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Pranzo a Tirrenia in ristorante convenzionato |
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Ore 21:30
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Ore 15:00
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Immigrazione e integrazione – Interverranno l’Onorevole Paoletti Tangheroni, l’Onorevole Bertolini, il Presidente del consiglio degli stranieri di Pisa Matar |
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Riconoscimento giuridico delle unioni civili (4) |
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Ore 16:30 – 19:30
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Visita al Duomo di Pisa ed al complesso monumentale di Piazza dei Miracoli (gratuita grazie a un buono d'ordine speciale dell'Opera Primaziale Pisana) |
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Ore 20:00 |
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Cena all’Osteria dei Cavalieri |
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Serata libera |
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1. Lezione del Dott. Renzo Puccetti (Presidente di Scienza e Vita Pisa e Livorno);
2. Lezione della Dott.sa Laura Guerrini (U.O. di Neonatologia dell’Ospedale S. Chiara di Pisa);
3. Lezione del Dott. Giulio Soldani (farmacologo);
4. Lezione dell’Avv. Aldo Ciappi (Presidente Giuristi Cattolici di Pisa);
5. Lezione di Damiano Anselmi (Prof. Di fisica teorica alla scuola Normale di Pisa, autore del libro Convention e primarie: il sistema dei partiti governati dagli elettori)
Cari amici,
mentre molti di voi tentennavano e non si decidevano a venire a Firenze per una giornata insieme e un "saluto" a Benigni, io e Marco, che da Benigni volevamo andare da almeno un anno e mezzo (dovete imparare che tra me e Marco le cose funzionano così: prima che ci decidiamo a fare una cosa, passa un'altra era glaciale), abbiamo deciso di darci da fare da soli, e ci siamo messi a cercare due biglietti. Che non c'erano.
A Firenze erano vicini al tutto esaurito, com'era da Pisa dopo una settimana dall'apertura del botteghino. Per cui disperati - leggi: Elisabetta arrabbiata come una iena perchè si aspettava un regalo, e aveva capito di doverselo fare da sola, senza aspettare lui
- eravamo sul punto di provare ad andare a Viareggio, visto che almeno era più vicino di Firenze, e i biglietti allora non erano ancora in vendita, per cui potevamo prenotare un posto migliore, circa due settimane fa andiamo a dormire in Val di Cecina dai miei nonni, dove incontriamo mio zio. Dopo un'ora di suo monologo su quanto è bravo Benigni, su quanto sia stato neutrale ("Ne ha per tutte"... io dubitavo - e dubito tuttora - ma capitelo, mio zio mi sa che non vota Berlusconi...), su quanto reciti bene, io iniziavo ad avere i nervi tesi al massimo per l'invidia, e la sua compagna ci fa: "Se volete abbiamo due amici che stanno cercando di vendere i loro biglietti". Io guardo Marco e poi guardo mia madre: "Ma certo!!!". Dopo la trattativa siamo venuti a sapere che erano in tribuna centrale non numerata, ovvero quella in fondo alla piazza...ma erano a Pisa, in Piazza dei Cavalieri, cosa potevamo volere di più?!
Già, lo spettacolo si è svolto ieri sera in Piazza dei Cavalieri. Per una volta voglio trascurare la cattiva amministrazione della mia città, in quanto il sindaco aveva gestito la viabilità e le strade del centro storico in modo vergnognoso (mi sono ritrovata a a dover scavalcare una siepe per non fare il giro del quartiere ed arrivare ad una fila pazzesca per entrare, con solo due ragazze che controllavano i biglietti), e mi soffermo sulla bellezza della mia città, e della serata di ieri.
Piazza dei Cavalieri è a nord ovest della città, in quello che oggi è il centro storico. E' definita da molti una delle piazze più bell'Italia, se non del nostro mondo, in quanto racchiude in sé alcuni capolavori dell'architettura e dell'arte in generale, patrimonio del nostro splendido Paese. I due palazzi che vedete nella foto in alto a destra sono rispettivamente, partendo da destra, il palazzo della Scuola Normale Superiore, affrescato dal Vasari, e l'altro è La Torre della Muda, più comunemente chiamata Torre del Conte Ugolino della Gherardesca, dove appunto furono imprigionati il Conte, i due figli e i due nipoti, Il nome della Muda deriva dal fatto che in precedenza vi venivano rinchiuse le aquile allevate dal comune di Pisa durante il periodo della muta delle penne. La torre fu inglobata nel Palazzo dell'Orologio. Non sto a descrivervi completamente tutta la Piazza, che comunque ospita anche la Chiesta di Santo Stefano, perchè ogni angolo della mia città racchiude storie e vite dell'epoca medioevale e rinascimentale che fanno impazzire qualsiasi storico e storico dell'arte, aggiungo solo un ultimo particolare: sotto la piazza si apre una delle librerie più importanti e famose al mondo, quella della Scuola Normale, che ospita alcuni originali di testi importanti.
Ieri sera il palco era posizionato fra i due palazzi sopra citati, e i posti erano distribuiti ad anfiteatro.
Noi eravamo proprio in fondo, al limite con via Sanfrediano, ma con gli occhiali sono riuscita a vedere benissimo l'attore e, soprattutto, era ottimo l'impianto audio.
Roberto Benigni ha iniziato la performance con le sue solite battute, alcune riciclate, altre addirittura simpatiche, ma io stavo già per scocciarmi quando ha sparato alcune battute o aneddoti raccontategli da un cameriere pisano.
Ve ne riporto alcuni, secondo me simpaticissimi.
Il sogno di un pisano
è alzarsi a mezzogiorno
guardare in mezzo al mare
e non vedere più Livorno.
C'è un Pisano con Bin Laden e un livornese,
sulla Torre di Pisa.
E deve buttà giù uno di velli,
e gli chiedano:
"caa fai? Butti giù prima ir livornese, no?"
Ir pisano allora risponde:
"No! Prima ir dovere e poi ir piacere!"
Sinceramente, ora non ne ricordo altri, magari Marco mi darà una mano e ne riporterà altre.
Lo spettacolo è proseguito con la spiegazione delle terzine tratte dal XXXIII canto dell'Inferno: Benigni le leggeva, le spiegava, le ambientava storicamente, e ci faceva qualche battuta. Io credevo che lo spettacolo finisse così, e invece.
Ad un certo punto sono cambiate le luci, rosso fuoco. Rosso Inferno. Lui si è immobilizzato davanti al microfono e ha inziato a recitare l'incontro di Dante e Virgilio con il Conte, il suo monologo, l'invettiva contro Pisa, quella contro Genova..regnava il silenzio fra gli spettatori. Ma era silenzio reverenziale, non tanto verso Benigni, che mi ha stupita e mi ha regalata emozioni fortissime, quanto verso l'immensità dell'opera.
La sua voce riecheggiava per la piazza, le persone, dal più colto al più ignorante, dal più sveglio al più vagabondo, dal più buono al più meschino, tutti in quel momento trattenevano il respiro.
A me personalmente sembrava che la voce uscisse da quelle pagine, o direttamente da dentro di me. Ho chiuso gli, e mi sono piegata sotto il peso di tutta l'arte e la grandezza racchiusa nella Commedia, la Commedia che parla di passione, di strazio, di amore, di desiderio, di purificazione. La Commedia che parla della vita di ciascuno di noi. Che parla di redenzione.
Non ho pianto, come mi capita sempre quando mi commuovo. Ero ferma e ascoltavo, ma ero felice. Felice come sono sempre di fronte all'arte, quella vera.
E Dante ci ha fatto questo regalo stupendo, sì Roberto, avevi ragione. Ci doveva volere molto bene. E pensare che l'ha fatto per amore di una donna, ed è vero, l'ha fatto per gli occhi della donna beata e bella, loda di Dio vera, ci rende quell'anima maestosa che indovinò il mondo nel 1300 ancora più vicina a noi.
Non vale la pena parlare della Divina Commedia nella sua totalità e nella sua grandezza, molte lezioni sono state fatte a proposito, riguardo quell'incrocio fra arte, sapienza, e profonda fede.
Però devo dire che sono questi i momenti in cui ringrazio Dio di essere Italiana. E anche Pisana, Pisa, quella città che è protagonista della più famosa invettiva al mondo. Il nostro patrimonio artistico e letterario è frutto di un amore per la vita che forse solo noi Italiani siamo stati capaci di possedere.
La bocca sollevò dal fiero pasto
quel peccator, forbendola a’ capelli
3 del capo ch’elli avea di retro guasto.
Poi cominciò: "Tu vuo’ ch’io rinovelli
disperato dolor che ’l cor mi preme
6 già pur pensando, pria ch’io ne favelli.
Ma se le mie parole esser dien seme
che frutti infamia al traditor ch’i’ rodo,
9 parlar e lagrimar vedrai insieme.
Io non so chi tu se’ né per che modo
venuto se’ qua giù; ma fiorentino
12 mi sembri veramente quand’io t’odo.
Tu dei saper ch’i’ fui conte Ugolino,
e questi è l’arcivescovo Ruggieri:
15 or ti dirò perché i son tal vicino.
Che per l’effetto de’ suo’ mai pensieri,
fidandomi di lui, io fossi preso
18 e poscia morto, dir non è mestieri;
però quel che non puoi avere inteso,
cioè come la morte mia fu cruda,
21 udirai, e saprai s’e’ m’ha offeso.
Breve pertugio dentro da la Muda,
la qual per me ha ’l titol de la fame,
24 e che conviene ancor ch’altrui si chiuda,
m’avea mostrato per lo suo forame
più lune già, quand’io feci ’l mal sonno
27 che del futuro mi squarciò ’l velame.
Questi pareva a me maestro e donno,
cacciando il lupo e ’ lupicini al monte
30 per che i Pisan veder Lucca non ponno.
Con cagne magre, studïose e conte
Gualandi con Sismondi e con Lanfranchi
33 s’avea messi dinanzi da la fronte.
In picciol corso mi parieno stanchi
lo padre e ’ figli, e con l’agute scane
36 mi parea lor veder fender li fianchi.
Quando fui desto innanzi la dimane,
pianger senti’ fra ’l sonno i miei figliuoli
39 ch’eran con meco, e dimandar del pane.
Ben se’ crudel, se tu già non ti duoli
pensando ciò che ’l mio cor s’annunziava;
42 e se non piangi, di che pianger suoli?
Già eran desti, e l’ora s’appressava
che ’l cibo ne solëa essere addotto,
45 e per suo sogno ciascun dubitava;
e io senti’ chiavar l’uscio di sotto
a l’orribile torre; ond’io guardai
48 nel viso a’ mie’ figliuoi sanza far motto.
Io non piangëa, sì dentro impetrai:
piangevan elli; e Anselmuccio mio
51 disse: "Tu guardi sì, padre! che hai?".
Perciò non lacrimai né rispuos’io
tutto quel giorno né la notte appresso,
54 infin che l’altro sol nel mondo uscìo.
Come un poco di raggio si fu messo
nel doloroso carcere, e io scorsi
57 per quattro visi il mio aspetto stesso,
ambo le man per lo dolor mi morsi;
ed ei, pensando ch’io ’l fessi per voglia
60 di manicar, di sùbito levorsi
e disser: "Padre, assai ci fia men doglia
se tu mangi di noi: tu ne vestisti
63 queste misere carni, e tu le spoglia".
Queta’mi allor per non farli più tristi;
lo dì e l’altro stemmo tutti muti;
66 ahi dura terra, perché non t’apristi?
Poscia che fummo al quarto dì venuti,
Gaddo mi si gittò disteso a’ piedi,
69 dicendo: "Padre mio, ché non m’aiuti?".
Quivi morì; e come tu mi vedi,
vid’io cascar li tre ad uno ad uno
72 tra ’l quinto dì e ’l sesto; ond’io mi diedi,
già cieco, a brancolar sovra ciascuno,
e due dì li chiamai, poi che fur morti.
75 Poscia, più che ’l dolor, poté ’l digiuno".
Quand’ebbe detto ciò, con li occhi torti
riprese ’l teschio misero co’ denti,
78 che furo a l’osso, come d’un can, forti.
Ahi Pisa, vituperio de le genti
del bel paese là dove ’l sì suona,
81 poi che i vicini a te punir son lenti,
muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
84 sì ch’elli annieghi in te ogne persona!
Ché se ’l conte Ugolino aveva voce
d’aver tradita te de le castella,
87 non dovei tu i figliuoi porre a tal croce.
Innocenti facea l’età novella,
novella Tebe, Uguiccione e ’l Brigata
90 e li altri due che ’l canto suso appella.
Noi passammo oltre, là ’ve la gelata
ruvidamente un’altra gente fascia,
93 non volta in giù, ma tutta riversata.
Lo pianto stesso lì pianger non lascia,
e ’l duol che truova in su li occhi rintoppo,
96 si volge in entro a far crescer l’ambascia;
ché le lagrime prime fanno groppo,
e sì come visiere di cristallo,
99 rïempion sotto ’l ciglio tutto il coppo.
E avvegna che, sì come d’un callo,
per la freddura ciascun sentimento
102 cessato avesse del mio viso stallo,
già mi parea sentire alquanto vento;
per ch’io: "Maestro mio, questo chi move?
105 non è qua giù ogne vapore spento?".
Ond’elli a me: "Avaccio sarai dove
di ciò ti farà l’occhio la risposta,
108 veggendo la cagion che ’l fiato piove".
E un de’ tristi de la fredda crosta
gridò a noi: "O anime crudeli
111 tanto che data v’è l’ultima posta,
levatemi dal viso i duri veli,
sì ch’ïo sfoghi ’l duol che ’l cor m’impregna,
114 un poco, pria che ’l pianto si raggeli".
Per ch’io a lui: "Se vuo’ ch’i’ ti sovvegna,
dimmi chi se’, e s’io non ti disbrigo,
117 al fondo de la ghiaccia ir mi convegna".
Rispuose adunque: "I’ son frate Alberigo;
i’ son quel da le frutta del mal orto,
120 che qui riprendo dattero per figo".
"Oh!", diss’io lui, "or se’ tu ancor morto?".
Ed elli a me: "Come ’l mio corpo stea
123 nel mondo sù, nulla scïenza porto.
Cotal vantaggio ha questa Tolomea,
che spesse volte l’anima ci cade
126 innanzi ch’Atropòs mossa le dea.
E perché tu più volentier mi rade
le ’nvetrïate lagrime dal volto,
129 sappie che, tosto che l’anima trade
come fec’ïo, il corpo suo l’è tolto
da un demonio, che poscia il governa
132 mentre che ’l tempo suo tutto sia vòlto.
Ella ruina in sì fatta cisterna;
e forse pare ancor lo corpo suso
135 de l’ombra che di qua dietro mi verna.
Tu ’l dei saper, se tu vien pur mo giuso:
elli è ser Branca Doria, e son più anni
138 poscia passati ch’el fu sì racchiuso".
"Io credo", diss’io lui, "che tu m’inganni;
ché Branca Doria non morì unquanche,
141 e mangia e bee e dorme e veste panni".
"Nel fosso sù", diss’el, "de’ Malebranche,
là dove bolle la tenace pece,
144 non era ancor giunto Michel Zanche,
che questi lasciò il diavolo in sua vece
nel corpo suo, ed un suo prossimano
147 che ’l tradimento insieme con lui fece.
Ma distendi oggimai in qua la mano;
aprimi li occhi". E io non gliel’apersi;
150 e cortesia fu lui esser villano.
Ahi Genovesi, uomini diversi
d’ogne costume e pien d’ogne magagna,
153 perché non siete voi del mondo spersi?
Ché col peggiore spirto di Romagna
trovai di voi un tal, che per sua opra
156 in anima in Cocito già si bagna,
e in corpo par vivo ancor di sopra.
COMPLIMENTI A MARCO!
Caro Marco, sono davvero contenta dei risultati raggiunti, anche se con tanta fatica e dovendo diplomaticamente gestire verie correnti ideologiche. L'avevo capito subito che avevi la stoffa...e so che arriverai molto a avanti. Non mollare.
Proprio oggi ho eleborato una mozione, e gia inviata, sulla ricerca scientifica pubblica riguargo gli OGM. Vorrei pubblicarla, nel caso fosse utile a qualcuno. Ora ci provo. Se sarà tanto imbranata la invierò alla nostra capo-blog Elisabetta chiedendole di farlo lei per me.
Buona domenica sera a tutti, ragazzi!
Antonella
Cari bimbi,
Stamani a Pisa si è celebrato il congresso comunale che, all'ultimo momento, siamo riusciti a fare unitario, con un accordo vero fra tutte le anime e alcuni gesti di forte maturità da parte dei vari capicorrente.
Io sono entrato a far parte del direttivo e sarò uno dei delegati al congresso provinciale, quel che più conta è stata l'approvazione di un programma di mandato molto bello, ambizioso e concreto. La squadra che farà parte del direttivo comunale è abbastanza giovane e vogliosa di fare bene per la nostra città, siamo inoltre riusciti ad ottenere un'apertura di credito su alcuni esperimenti politici che vorremmo fare a Pisa in occasione delle prossime amministrative, fra cui anche le primarie sequenzializzate all'americana, secondo un modello studiato da un gruppo di lavoro e che non è mai stato fatto nemmeno in America.
La fase di progettazione della nostra proposta è durata per ben tre anni ed è nata in mezzo a moltissimo scetticismo e tante contrarietà pregiudiziali, portata avanti da un gruppo che aveva solo la testa per pensare, senza grandi voti e senza tessere, ad oggi Forza Italia Pisa ha approvato una documento nel quale si dice che Forza Italia proporrà agli alleati le primarie per la scelta del candidato sindaco; l'UDC, tramite i suoi più autorevoli esponenti locali, ha già chiesto che le primarie vengano fatte ed è nato un apposito comitato promotore; AN si è spaccata in due, ma adesso sembra che anche i più contrari si stiano convincendo del nostro progetto. Non è ancora detta l'ultima parla, ci sono ancora scetticismi da superare, però ci sono tutte le condizioni perché i tre anni di lavoro siano coronati da successo.
Questa per me è la più grande dimostrazioine che le idee sono più forti di qualunque altra cosa e con molta pazienza, tenacia e umiltà i risultati arrivano. Speriamo sia solo l'inizio.
Marco
Voglio trovare il fotografo che mi ha fatto la foto mentre stringo la mano a Cossiga. Mi ha dato manie omicide: credo che un'espressione tanto idiota non l'abbia mai avuta nemmeno Prodi! 
Elisabetta
GRAZIE AGLI ORGANIZZATORI DELLA SUMMER SCHOOL
Ho ricevuto proprio oggi la lettera dell'on. Bertolini nella quale ritrova il successo del corso sia per la preparazione dei docenti sia per la nostra partecipazione.
Grazie anche per le foto allegate.
Antonella Poli
oggi pomeriggio sabato 14 luglio si è tenuta a bologna la convention dei giovani di forza italia dell'emilia romagna.
un congresso decisamente autocelebrativo di non si sa che cosa. Sicuramente ciò che c'è da apprezzare è il lavoro di raccordo e di coordinamento svolto dal commissario regionale. Sul palco si sono avvicendati i coordinatori provinciali tra cui il sottoscritto il quale intervento di certo non è piaciuto ai vertici nazionali in quanto vi era qualche piccola divergenza di visione del futuro del movimento di forza italia e quindi del giovanile.
il mio pensiero è questo: al meeting di rimini del 2006 berlusconi lanciò l'idea ai giovani di fare i circoli della libertà. l'idea è stata ripresa più volte da berlusconi, tra cui a montecatini, a ostia al patto tra i giovani ed in moltissime altre occasioni pubbliche. l'obiettivo di berlusconi è chiaro, lasciare in eredità alla politica il partito dei moderati, della libertà, dei conservatori o indipendentemente da come lo vogliamo chiamare un partito che va oltre forza italia e che sia in grado di prendere da solo il 51% dei consensi.
La strategia mi sembra stia diventando sempre più chiara. berlusconi vuole costituire questo partito dal basso. per fare ciò ha investito pesantemente, oltre 20 milioni di euro, nei circoli creando la tv e il giornale della libertà. La forza propulsiva dei circoli viene anche dalla crisi della politica. un parlamento così incosciente e scadente davvvero non lo si ricorda, almeno per quanto rigurada la seconda repubblica. ovviamente la parte del leone la fa poi il governo Prodi, capace di non azzeccarne una e creare un malcontento e rabbia tra i cttiadini quasi senza precedenti originati da una esagerata influenza di una sinistra radicale e la sua cultura antigovernativa che non trova riscontro nel paese.
In questo contesto mi sembra chiaro che il futuro non del centro destra ma della politica si giocherà intorno alla legge elettorale. legge che sono pronto a scommettere favorirà grandi accorpamenti e farà scomparire i partitini ricattatori che minano la stabilità di governo. 2 blocchi si contenderanno la partita, 2 blocchi, non due coalizioni, non 20 e rotti partiti. 2 blocchi che sceglieranno i loro candidati a suon di primarie e manderanno in parlamento gli eletti a suon di preferenze. Ciò farà aggio e sarà spalleggiato anche dal PD che tutto vorrà fare tranne farsi massacrare da altri disatrosi anni di governo ostaggio della sinistra radicale.
Se così sarà Berlusconi avrà portato a compito la sua missione nella politica italiana. il berlusconismo dopo aver salvato l'italia dal golpe del PC e della magitratura nel 1992, non solo ha creato una identità di centrodestra liberale-crisitiana-riformatrice ma avrà anche "educato" alla cultura di governo una sinitra che mollerà finalmente gli ormeggi e si staccherà dal marxismo, sposando definitivamente la cultura occidentale. Berlusconi consegnerà così al paese una democrazia matura dell'alternanza, una democrazia dove realmente il popolo sarà sovrano, dove i radicalismi saranno finalmente accantonati, dove l'identità nazionale ed europea non sarà più messa in discussione.
grazie presidente!!
forza italia!
flavio morani
Cara Elisabetta, forse il tuo intervento è stato un po' di blocco verso coloro che scrivevno. Non devi prenderlrtela, ma probabilmetnte, anche altri non hanno capito il vero senso del blog. Certo, dovrebbe essere di scambio di esperienze politiche, ma, come tu ben sai, in questo periodo non sono tanto intense. Io mercoledì prossimo avrò il consiglio Provinciale: se ci saranno notizie che potranno esservi utili le scriverò, ma altro non posso dirti.Personalmente non disdegno neppure questo scambio di riflessioni su tematiche astratte o ritenute fuori luogo...siamo persona, ragazzi e ragazze in crescita...che bello poter riflettere e scambiarci opinioni anche su questo! Io la penso così. Spero tu non ti sia offesa e invito tutti a leggere sullo statuto dell'Associazione valori e libertà l'art.2, in cui si parla di diritto naturale, pensiero conservatore, difesa delle radici cristiane, attraverso un'azione culturale, sociale e politica adeguata in particolare alle giovani generazioni. Sempre, prima di agire, bisogna pensare e scambiare le proprie opinioni con gli altri, magari su temi talvolta futili, ma che aiutano a scartae certe cose e sceglierne altre. Il mio motto è la sincerità...anche perchè altrimenti con i miei figli sarei già morta. Mi scuso ancora con te, ma non voglio che questo spazio muoia.
Antonella
Non mi ero affatto offesa, e se ho dato questa impressione vi chiedo scusa! Quanto all'ultimo intervento, era per chiudere con le ultime considerazioni e aprire altre discussioni! Baci a tutti!
Elisabetta